Diciannovesima Maratona delle Dolomiti
Domenica 03/07/05 - Vedi anche la sezione fotografica
Domenica ho partecipato alla diciannovesima edizione della fantastica Maratona delle Dolomiti.
Devo essere sincero? Sono ancora percorso dall'emozione che ho vissuto ieri nel completare il percorso lungo della maratona delle dolomiti. 147 km e 4345 m di dislivello!!! Davvero impegnativo (anche considerato che causa lavoro quest'anno esco in bici solo la domenica).
Non so da che parte cominciare a descrivervi quest'evento sportivo davvero spettacolare.
Io e il mio amico Paolo Vecchi siamo arrivati a Corvara sabato nel pomeriggio trovando la valle già "invasa" dai ciclisti.
Dopo aver ritirato il pacco gara abbiamo fatto un giro per gli stand espositivi presenti nelle vicinanze.
Cena a base di un bel piatto di spaghetti e poi a letto presto (alle 22) perchè la mattina la sveglia implacabilmente ha suonato alle 4:40.
Colazione abbondante e poi in griglia per le 5:45 per poi partire verso le 6:30.
Tanti i partecipanti, circa 8500 equamente distribuiti tra italiani e stranieri (i più numerosi erano i tedeschi accompagnati da olandesi, austriaci, belgi in primis tra le 29 nazioni rappresentate). 727 le donne che hanno partecipato alla manifestazione.
Veniamo ad una descrizione dettagliata del percorso per come l'ho vissuto io, mentre a conclusione di questa pagina inserirò la altimetria del percorso e quella delle singole salite.
Dopo la leggera salita che porta da La villa (1421m) a Corvara (1522m) si affronta subito il Passo Campolongo (1875m) a gruppo serrato con i lati della strada pieni di parenti e amici che fotografano i propri corridori. Qui si scende ad Arabba (1624m) per cominciare subito la salita del famoso Passo Pordoi (2249m). Salita molto regolare con vari tornanti. Visto che avevo in mente di provare il lungo ho deciso di non strafare sulle prime salite e ho salvaguardato le gambe salendo con passo regolare. Concluso il Pordoi si scende fino ai 1848 m del bivio che porta a iniziare la salita del Passo Sella (2244m). Dopo il freddo in questo tratto di discesa ho approfittato del ristoro presente all'inizio della salita. Il Sella non è particolarmente lungo, in 6 km si giunge in cima (qui c'erano un coro composto da alcuni giovani vestiti da angeli bianchi) e qui dopo aver indossato la mantellina si scende (attenzione che qui c'è una curva che ogni anno fa danni; infatti quando son passato io c'era l'autobulanza e l'elicottero per portar via alcuni ciclisti che si erano "schiantati") al Pian del Gralba (1871m) per poi affrontare la salita (non impegnativa e divisa in due tratti da almeno un chilometro in discesa) verso il Passo Gardena (2121m). Ed eccoci in cima al Gardena dove ad attenderci c'erano delle ragazze belle e sorridenti vestite di bianco o dorate con le ali d'angelo, sarei rimasto volentieri altro tempo con loro ma il percorso pretendeva di proeguire. (Non vorrei sbagliarmi ma proprio qui mi è sembrato di vedere Gianni Bugno in bicicletta) Piacevole la discesa che riporta a Corvara (1522m), qui chi affrontava il percorso di 57 km concludeva la sua fatica ma la maggior parte ha proseguito per i percorsi più impegnativi. E allora rieccoci ad affrontare nuovamente il Passo Campolongo (1875m) alla cui cima ho trovato un ristoro organizzatissimo (come tutti gli altri di questa manifestazione) con molte cose da mangiare ( Aranci, limoni, banane, frutta secca, cioccolata, biscotti, sali minerali, the, succhi, coca cola etc). Si ripassa per Arabba (1624m) stavolta deviando verso sinistra (a destra si era fatto il Pordoi) per passare per Pieve di Livinallongo (1470m) in uno dei pochi tratti di falsa pianura. Ed eccoci giungere alla decisione più difficile: Ottantesimo chilometro, Cernadoi (1502m), deviazione a sinistra si va verso il Passo Falzarego per arrivare a Corvara in 30 km mentre a destra si va verso il terribile Passo Giau. Visto la giornata splendida e la gamba che sembrava tenere bene ho deciso per il percorso lungo.
Una breve discesa porta a Rocavaz (1300m) dove si prende per il Colle di S. Lucia - Belvedere (1500m), salita di 2 chilometri circa. Altra discesa verso Selva di Cadore (1338m) e qui ecco che comincia, dopo 95 km di gara, la salita che porta in cima al Passo Giau (2236m). Sono 10,5 km alla pendenza media dell'8,5%. Questa salita non molla mai, è stato davvero impegnativo scalarla. Va bene lo ammetto a metà ho fatto una sosta di 2 minuti. Poi ho ripreso fino in cima ma davvero sono arrivato in cima più con la forza della volontà che con la forza delle gambe. Qui altro bel ristoro e un gentile tedesco si è offerto di farmi una foto e mi ha raccontato che era qui in italia con 3 amici da qualche giorno per godersi le dolomiti. Io l'anno scorso ho fatto il percorso medio e ricordo la salita del Falzarego affrontata dalla parte dei Cernadoi. Al pensiero ora di dover affrontare anche il Falzarego mi chiedevo come avrei fatto.
Ho cominciato la discesa verso Podol (1490m) soddisfatto della splendida giornata di ciclismo e di vita.
Qui ho avuto la piacevole notizia dal cartello dell'organizzazione, salita di 12,6 km al 4,9 % di media, ok mi son detto, fattibile. La salita al Passo Falzarego (2105m) in verità erano solo circa 9 km, poi c'è quell'odioso chilometro circa che porta al Passo Valparola (2150m), davvero impegnativo (dopo tutte quelle salite). Per fortuna altro ristoro nel piazzale della funivia che porta al rifugio Lagazuoi.
E ora l'ultima discesa passando per San Cassiano (1568m) fino a La villa (1421m) per affrontare gli ultimi 5 chilometri che portano a Corvara (1522m).
Evviva l'arrivo dopo 4300 m di dislivello e 147 km è davvero ben accetto anche se pedalare con una giornata perfetta come quella incontrata è stato molto piacevole.
Sistemata la bici in posizione controllabile a vista ho partecipato al pasta party dove si poteva scegliere tra più di un tipo di pasta, c'erano le salamine, lo strudel e la birra.
Simpatico vedere i passi dolomitici che durante l'inverno incontro durante il giro del sella ronda con gli sci. Affrontarli pedalando dà una sensazione meravigliosa e vedere gli skilift in mezzo ai prati fioriti non ha potuto che strapparmi un sorriso.
L'organizzazione è stata ineccepibile in ogni suo aspetto. Ogni incrocio (per fortuna sono pochi) erano presidiati dalle forze dell'ordine che hanno garantito la chiusura del percorso per numerose ore.
Diretta televisiva su rai tre, bello spettacolo di sicuro, ma preferisco partecipare.
Quindi ancora complimenti al Comitato Organizzatore che tiene particolarmente alla propria manifestazione, cercando sempre di migliorarsi.
Spero di partecipare anche l'anno prossimo e qui spero che gli organizzatori dimentichino il sistema di iscrizione ad estrazione e trovino un sistema che non si basi sulla fortuna.
| Corvara - Passo Campolongo | Arabba - Passo Pordoi | Passo Sella | Plan de Gralba - Passo Gardena |
| 1522m - 1875m | 1624m - 2249m | 1848m - 2244m | 1871m -2121m |
| Passo Santa Lucia | Selva di Cadore - Passo Giau | Pocol - Passo Falzarego Valparola | I 3 versanti del Falzarego Valparola |
| 1300m - 1500m | 1338m - 2236m | 1490m - 2105m - 2150m |
Altimetria lungo - Altimetria medio - Altimetria corto
Alla fine ho concluso 3444° su 3889 che han concluso il lungo, dopo 8h 35m alla media dei 17,1 km/h.
Il tempo di portar a sviluppare le fotografie che ho fatto lungo il percorso e poi arricchirò la descrizione.
Per le varie classifiche 2005 e 2004 visita www.maratona.it
Cronometraggio: Chip fornito dall'organizzazione.
Giudizio: La manifestazione per eccellenza, un must per chi ama le montagne e i posti da leggenda.
Voto Percorso: 10 e Lode
Voto Organizzazione: 10 e Lode










