VALTELLINA EXTREME
Domenica 20 luglio 2003
Sesta prova campionato italiano Gran Fondo
In questo mio primo anno di esperienze alle gran fondo ho voluto cimentarmi in un percorso storico dall'indubbio fascino.
Il percorso prevedeva 140 km. Partenza dall'Aprica, discesa a Edolo, scalata del Gavia dalla parte di Ponte di legno,
discesa a Bormio, Tirano per poi affrontare i 15 km finali dell'Aprica salendo da Stazzona.
ALTIMETRIA del percorso
Partenza ore 9:00 dall'Aprica
L'effettivo cronometraggio e' partito a Edolo, evitando cosi' pericoli lungo la prima discesa.
Dopo qualche km il gruppo si e' diviso in due, chi faceva il percorso lungo con il Gavia e chi quello breve con il Mortirolo.
Io ho fatto quello lungo. Dopo qualche km di salita abbastanza dolce si giunge a Ponte di Legno.
Da qui 22 km di costante salita e si giunge in cima al Gavia (mi ci sono volute 2 ore).
Dopo pochi km da Ponte di Legno si giunge alle prime vere difficoltà.
In prossimita' del "boschetto" la strada si restringe e si arrampica con pendenze del 16% per poco piu' di un km.
Si comincia a capire come mai il Gavia e' diventato cosi' famoso.
Passato il tratto piu' difficile la strada prosegue fino alla cima con pendenze tra gli 8% e il 10%
con alcuni strappi di breve lunghezza.
Particolarmente inquietante e' la galleria di circa mezzo chilometro che si incontra nel salire.
Completamente buia senza vedere nemmeno la luce dell'uscita sul fondo e in salita.
Ho provato strane sensazioni, nuove, alcune belle altre no.
Nel salire si incontra un laghetto poco prima della cima
e poi finalmente si conquista la vetta, con la solita sensazione di dominio e di soddisfazione personale
Sulla cima si trova un altro laghetto montano dove alcune persone prendono il sole.
Proseguendo la prima parte della discesa non e' impegnativa e questo e' il paesaggio.
Scesi a Bormio si pedala fino a Tirano e poi si giunge a Stazzona dopo un fastidiosissimo vento contrario.
E qui arrivano i dolori perche' affrontare 15 km di salita all'8% dopo 125 km non e' il massimo.
Infatti qui ho ceduto e ho dovuto fermarmi ripetutamente lungo quest'ultima salita.
Alla fine sono riuscito a concludere la mia fatica, penultimo dei classificati in 7h 23m,
contando pero' che piu' persone non hanno concluso la prova.
Anche la storia ha fatto parte del percorso infatti si e' pedalato sulla frana del 1987
vai a questo link per saperne di piu'
In conclusione posso dire che e' stata una bella esperienza, una bellissima giornata e un bellissimo panorama.
L'unica pecca e' stata l'organizzazione che nonostante i 31 euro pagati per l'iscrizione e' stata
capace di far trovare al punto di ristoro in cima al Gavia solo un po' d'acqua.
Vi immaginate, ci si aspetta uno di quei bei ristori che di solito caratterizzano le gran fondo
invece dopo aver scalato il Gavia ci si merita solo l'acqua. Certo i primi saranno stati piu' fortunati
e questo appunto vuol dire disorganizzazione.
Non parliamo dell'assenza di punti acqua sufficienti (ringrazio il corpo di assistenza sanitaria
che ha cercato di sopperire fornendoci dell'acqua che avevano loro)
Poi nel regolamento della manifestazione non e' presente alcun limite d'orario d'arrivo,
ma l'organizzazione se ne e' fregata.
Il camion scopa non ha aspettato dietro gli ultimi che volevano finire la gara
(so di arrivi dopo 8h e 30m) mentre era tenuto a farlo.
Al mio arrivo il traguardo era appunto stato appena smantellato
per via del precedente arrivo del camion scopa che dichiara
quindi conclusa la manifestazione, mi sono fatto inserire via computer
dal gentile personale di winningtime.










